Per il secondo anno consecutivo, ho avuto la fortuna di partecipare al Bike Shop Test, organizzato (intelligentemente a mio parere) dalle più grandi case costruttrici di biciclette come Bianchi, Scott, Cannondale, Orbea, Specialized e molte altre ancora, per dare la possibilità agli appassionati e non, di conoscere e provare biciclette di ogni genere, per un futuro e mirato acquisto, per il piacere di provare qualcosa di nuovo e, per i più smaliziati, per il gusto dilettevole di paragonare i propri mezzi con i brand antagonisti.

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La partecipazione di massa di tutti i colossi della bicicletta sottolinea l’importanza di colmare quella lacuna della valutazione soggettiva che ad oggi mancava all’utente al momento dell’acquisto della bicicletta, che spesso avviene su depliant, o dietro consiglio dello stesso venditore che cerca di capire al meglio le esigenze del cliente che si trova di fronte, ma che di fatto si esprime sull’ipotetico.

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Ma veniamo alla giornata delle mie prove.

Come lo scorso anno, ho deciso di provare solo alcune marche ed alcuni modelli per cercare di isolare le caratteristiche di alcune tipologie di biciclette che a me interessano per un uso agonistico. Nello specifico ho affrontato sempre il percorso enduro messo a disposizione, che era quello un po’ più tecnico. Visto il mio interesse per quest’anno di acquistare una front, nello specifico una Bianchi Methanol CV, ho provato in questa sequenza le seguenti biciclette:

FRONT

1. Orbea Alma Xc;

2. Cannondale FSI team 2017;

3. Specialized Sworks;

4. Bianchi Mehanol Cv.

FULL

  1. Orbea OIZ;

  2. Cannondale Scalpel

 

Cominciamo dalle front.

Orbea Alma XC

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Inizio con l’ Orbea: bicicletta ben equilibrata, allestita mediamente con telaio in carbonio monoscocca boostForka Fox Performance, 2×11 Shimano XT/XTR, freni Shimano XT e ruote Mavic con gomme Ikon 2.2.

Sul campo la bicicletta si comporta bene.

Lo standard nuovo boost aiuta molto nei cambi di direzione e la Fox è tarata standard, ma anche così a mezzo servizio lavora alla grande.

Le Mavic sono rigide, scomode e nervose, e tutta la bici ne risente. Bisogna lavorare molto per sistemare le linee da seguire.

Una front in linea con il mercato: rigida, scomoda, veloce nella risposta alla pedalata ma troppo nervosa.

Cannondale FSI 2017

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Ho avuto per un po’ la FSI 2015 e mi ci sono trovato subito bene: facile ed intuitiva.

In discesa la Lefty fa un gran lavoro, ma il telaio un po’ meno e le ruote carbon non aiutano di certo.

Di fatto non mi sembra che ci siano state grosse variazioni, tranne che per le gomme, che (giustamente, almeno secondo me), sono passate da 2.1 a 2.25, e ad eccezione anche dell’Eagle, che di fatto per gli agonisti sarà la scelta preferita.

Rimane il difetto del posteriore, tanto ballerino sullo sconnesso veloce e che ti obbliga a diminuire la velocità per mantenere il controllo. Tuttavia è un po’ il cruccio di tutte le front forti in salita. Ultima nota, ma non di poco conto: il prezzo. A mio parere, un prezzo così alto appare ingiustificato. Ma del resto si sa: chi vuole cannondale…

Specialized S-Works Epic

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Prima si chiamava Stumpjumper, ora si chiama Epic.

Come tutto il segmento delle bici da XC Specialized: tanto carbonio, Eagle e forcella RS.

Una bici da puro XC, in cui tutto quello che si trasmette in pedalata viene scaricato perfettamente a terra, e con una velocità impressionante! Ma, sul rovescio della medaglia, i colpi subiti dal carro vengono restituiti in sella come continui calci nel sedere. Bicicletta curatissima nei particolari, ma la vedrei bene più per gare da XC che non per le Marathon attuali, comunque tecniche ma ovviamente sopra i 60 km.

La RS1 è veramente granitica. Peccato che il resto della bicicletta sia un passo indietro.

Bianchi Methanol CV

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Sono felice possessore di una Methanol FS che, secondo il mio modesto parere, è la full più performante e sottovalutata del mercato. E questo solo perché Bianchi…

Ho quindi provato con grande curiosità e alto senso critico la nuova bicicletta front di Bianchi (nello specifico io preferisco le full), dotata del famoso materiale viscoelastico chiamato Countervail.

Ho scelto di proposito non il top di gamma ma la versione 9.4, che se non sbaglio è una delle due versioni base del modello, e ciò con l’intento di isolare il comportamento del telaio anche con componenti dei medio livello.

Stesso giro enduro, alla ricerca delle line più sporche possibili. Reattività in linea con tutte le altre, è una front, ma a differenza delle altre il Countarvail smorza tantissimo, con la conseguenza che la bici rimane incollata al terreno, non trasmette colpi di ritorno e la guida risulta produttiva e meno faticosa. É comunque opportuno ricordare che si tratta pur sempre di una front, e che quindi non può e non deve essere equiparata ad una full.

Non mi trovo d’accordo sull’adozione di coperture da 2.0 come primo allestimento. Le vedo inadeguate e non al passo coi tempi, con cerchi dai canali larghi e gomme da 2,25, tutte volte a trovare stabilità, grip e confort. Così come non concordo con la scelta dei freni Formula CR1, che definirei impacciati come modulabilità e gestione dell’effetto on/off: di gran lunga superiori gli XT Shimano, ottimi in tutte le situazioni.

Beh, che dire… sono stato felicemente sorpreso dal comportamento nel tecnico sconnesso, così come in tutti gli altri frangenti: salita sconnessa e velocità pura.

A mio parere, è la vera novità in ambito front del 2017, e a differenza delle altre front provate, questa si che la vedo in un utilizzo sia XC che Marathon o Gran Fondo. Il tutto, ovviamnete, con qualche piccola accortezza in più su ruote e coperture.

Passiamo invece ora alle full

Orbea Oiz Full

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Nello specifico ho provato il top di gamma della casa spagnola e devo dire che è risultata molto simile alla Bianchi FS che possiedo: forte anche delle sospensioni Fox che, al momento, non hanno rivali. Questo fa si che anche lasciando aperta sempre la sospensione, pur restando seduto sembra di stare in poltrona.

In caso di sprint si chiude e diventa molto simile ad una front.

Cannondale Scalpel FSI 2017

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Grande bicicletta: solida, comoda. Scattante?… No, direi proprio di no.

A me è sembrata quasi una Trail-bike e non una race. Ho provato la Team: grande stabilità in discesa, una vera schiaccia sassi, ma paga dazio nel tecnico stretto ed in velocità. Anche con sospensioni chiuse non mi ha entusiasmato.

Però, ripeto, è una grande bicicletta e si guida benissimo quasi da per tutto. Dal prezzo al momento inavvicinabile, ma credo che se ne venderanno comunque molte.


Purtroppo nella prova ideale mancano le Scott, Scale e Spark, ma i tempi di attesa erano troppo lunghi per i modelli che mi interessavano.

Ovviamente i test sono del tutto soggettivi e legati ad una prova di circa 30/40 minuti su un bel percorso anche tecnico, il parco del Pineto, ma fondamentalmente effettuato su single track corti e nervosi.

Rispetto allo scorso anno la location mi è parsa inadeguata. Come già detto, la manifestazione è aperta a tutti, ma spesso il percorso era ostruito da neofiti che creavano serpentoni infiniti.

A mio avviso molto meglio il percorso dello scorso anno, cioè Villa Pamphili, che anche se meno tecnico offre più varianti e permette di fare prove con meno intasamenti.

La manifestazione ha avuto molta più partecipazione rispetto al 2015, ma questo successo di pubblico ha di fatto abbassato il livello qualitativo delle prove.

Spero di esservi stato di aiuto.

Alla prossima.

Gianluca Ciamba

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