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Nella diatriba tra full e front la risposta arriva dallo “spazio” e si chiama Bianchi Methanol CV.

Grazie a Bike Farm ho avuto modo di testare questa bici innovativa.
Inizialmente ho cercato di capire questo materiale cercando sentieri totalmente sassosi, sulle rocce vive l’effetto CV è immediato: l’impatto con le asperità viene ovattato.

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Immaginate di smussare un angolo retto ed acuminato, questo senso di galleggiamento si trasforma in un aiuto quando in salita dobbiamo scavalcare l’ostacolo diminuendo lo sforzo della schiena (fattore determinante soprattuto nelle “marathon”). In discesa invece elimina tutte le fastidiose vibrazioni che scompongono la posizione di guida, permettendo di spostare il peso e impostare le curve con gran facilità.

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Mi sono poi spostato nella zona dei Castelli (Castelli Romani ndr), sui miei sentieri abituali, infilando le ruote in quei tratti dove la full fa la differenza e affrontando le pendenze più impervie.

In salita la bici si è rivelata reattiva quando le ho chiesto di seguirmi in qualche accellerazione, dimostrando tutte le sue caratteristiche di front di razza. Come iniziavano i trail però la geometria corta e compatta abbinata alle ruote custom by BikeFarm, con canale 25 e raggi piatti, mi ha regalato una direzionalità sconcertante, che permette di scartare senza problemi sassi ed ostacoli in velocità, caratteristica fondamentale per i sentieri dei Castelli Romani. Questa direzionalità, aggiunta alla sensazione di galleggiamento del CV, rende più semplice impostare traiettorie e macinare singletrack complicati da gestire con altri “rigidini” (M.Aurelio Fontana docet).

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Fatte tutte queste prove e trovato il feeling giusto con la posizione, è arrivata finalmente la Domenica, che per chi vive di ciclismo si sa’: è il giorno dedicato al Signore… e alla bici!
Così per il test dei test ho scelto una location speciale: Campionato Italiano XCO, circuito di Nemi.
Salti, rocce, curve insidiose, salite impervie, rilanci, tornanti ed i terribili gradoni.
Non sono qui a dirvi che sulle rocce il lavoro del CV, attutendo le vibrazioni, da una sicurezza di guida incredibile; oppure a dirvi che in uscita da una curva stretta in derapata, al momento di rilasciare, senti letteralmente la bici che ti viene dietro chiedendoti di accelerare…

Insomma, ogni salto, ogni sasso, ogni radice da scavalcare, ogni urto: ovattato.
Dovete provarla.
Le geometrie sono racing senza compromessi, il Countervail accompagna gli urti rendendo gli impatti morbidi, in discesa la guida si avvicina a quella di una full.
Questo è il compromesso per chi non è disposto a portarsi dietro il peso della doppia sospensione e non riesce a rinunciare alla reattività.

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Matteo Piacentini

 

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