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Era il 2014 e mi parlarono per la prima volta di una gara in mountain bike della durata di 24h, e la mia considerazione di allora fu: ”24h in bici?… pazzi!!!”. Oggi, dopo la prima 24h a Roma fatta in Team a quattro (vinta – MTB Santa Marinella Cicli Montanini 1, vedi i risultati) ed ormai più di sei 24h fatte in solitaria, con ottimi risultati finali, posso affermare che nel 2014 mi sbagliavo a considerarli dei “fulminati”.

Dopo due stagioni di intensi allenamenti e competizioni (circa 23000 km percorsi nel 2015 tra allenamenti e gare ed altrettanti fatti nel 2016) posso dire che fare questo genere di gare in solitaria è completamente differente che farlo a squadre, e non è solo sull’impegno e sull’intensità che voglio trovare le differenze ma soprattutto sul diverso modo di vivere la manifestazione. Come “SOLO” pensi solo ed esclusivamente a te stesso, alle sensazioni che ti manda il corpo durante uno sforzo così lungo e duraturo, alla fame percepita, che però il più delle volte non viene soddisfatta per via delle crisi che lo stomaco attraversa durante il giorno, a come devi fare per rimanere sveglio durante la notte per fare la differenza nella classifica finale… insomma in poche parole ti estranei quasi dalla competizione e pensi solo al risultato, non curandoti di tutto quello che accade a latere. Invece, come componente del team, riesci a goderti sia la gara in sé cercando di limare ad ogni giro i secondi che si impiegano ad affrontare il tracciato ma soprattutto riesci a vivere quell’aspetto aggregativo che solo questo genere di gara sa manifestare.

Parlare con i compagni, ridere con chi ti supporta, ascoltare gli speaker…veramente un modo completamente diverso di gareggiare. In team significa vivere la manifestazione a 360 gradi!

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Danilo Tumolillo – Mtb Santa Marinella – Cicli Montanini.

Mi avvicino alla bici da strada nel 1990 e dopo avere gareggiato a livello amatoriale fino al 1998, nel 2013 decido di passare alle ruote grasse. Nel 2015 raggiungo la seconda posizione nel circuito Endurance Tour 6h nella categoria S1 come solitario e mi aggiudico la terza piazza del podio nel circuito Italian Challange 24h. Nel 2016, 2 vittorie nel team a 2 nel circuito Endurance tour 6h vittorie come Team a 2 , vittoria alla 24h di Roma come team a 4 e 11esimo assoluto tra i solitari alla 24h di Finale Ligure, 6° assoluto alla 24 h della Serenissima e 2° assoluto sempre nella categoria soliari alla 24h della Val Rendena.

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Ora ho parlato anche troppo, svesto i panni del componente del Team e mi calo nuovamente nella mia vera natura, ossia quella del SOLO.

Anno 2016, 24 e 25 settembre – Bellaria Igea Marina, ultima 24h stagionale ed ultima prova del circuito Italian Challange 24. Dopo 23000 km percorsi e più di 160 ore passate in sella durante le competizioni, la stagione si avvicina alla fine, ma già con un nuovo importante obiettivo per il prossimo anno: essere estremamente competitivo alla 24h di Finale Ligure (Prova del Campionato Mondiale 24h)… naturalmente come “SOLO”.

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P.S. Qui ci vanno i ringraziamenti, alla mia famiglia (soprattutto a mia moglie che mi permette di stare cosi tanto in bici), a Stefano Carnesecchi che posso definire un Presidente con la P maiuscola, e ad un grande amico, Maurizio De Zuliani, al quale continuo a ripetere che senza la scorrevolezze delle sue ruote custom non sarei andato da nessuna parte.

Comments.

  1. Giuseppe Girardi

    settembre 20, 2016 (09:39) Reply

    Posso confermare soltanto le sensazioni in una 24h da solitario: ho corso tanti anni a piedi, e ho fatto 3 maratone: 2 a Roma e 1 a Torino, tanti anni fa. Poi mi sono fermato, per vari motivi. Ho iniziato ad andare in MTB da “grande” imparando da solo come non fare dei looping in avanti in discese ripide e come fare le curve; preferisco le lunghe distanze alle xc, e da 5 anni ho iniziato a fare le 24h: con risultati abbastanza disastrosi, specialmente perché non rouscivo a restare sveglio.
    Oggi sono soddisfatto: quest’anno ho fatto la Val Rendena e quella di Roma, terzo e secondo di categoria (over 60, in realtà sono over 66). L’impegno per l’anno prossimo è’ fare tutto il circuito nazionale, compresa Finale Ligure (sic!).
    Mi ritrovo completamente nelle parole di Danilo, che spero di saper imitare per l’impegno: in fondo, una 24h in Mtb, molto più che una maratona a piedi, è’ una sorta di mix di lunga meditazione dinamica e tratti di ritorno alla consapevolezza, esperienza veramente unica e arricchente sul piano umano

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