Riceviamo e pubblichiamo una mail del nostro amico Enrico Volpato ormai da mesi in giro per l’America del Sud con una bici pensata ed assemblata qui da noi a Roma, da Bike Farm.

_dsc2362

Ciao Maurizio,

sono arrivato a Ushuaia, la fine del mondo!

Da Sao Paulo, da dicembre ho fatto quasi 8000 km, percorrendo metá continente attraverso Cile, Argentina, Brasile e Uruguay: da Sao Paulo siamo andati a sud (viaggiavo con un croato) fino a Buenos Aires, tutto piano e asfaltato. Da lí abbiamo puntato a ovest e dopo mille chilometri di pampa abbiamo attraversato le Ande fino ad arrivare a Santiago del Cile, dove mi sono rotto un piede e ho dovuto aspettare due mesi (per fortuna ero a casa di ottimi amici e l’ho passata molto bene). Da Santiago sono ripartito (da solo: il croato si é innamorato, ha venduto la bici ed é scappato a nord) verso sud e dopo altri mille chilometri di autostrada sono arrivato alla Carretera Austral, la strada piú incredibile che abbia mai visto.

googleearth_image

Ci ho messo quasi un mese a percorrerla tutta (é quasi completamente sterrata e con pendenze inverosimili), ho attraversato le Ande per un passo sperduto per le montagne e sono tornato in Argentina. Ho continuato verso sud per la Ruta 40 fino alla barca che mi ha portato in Tierra del Fuego. Da lí sono arrivato a Ushuaia.

_dsc2460

Ci sono troppe storie da raccontare per un unica mail, e per ora voglio soffermarmi sulla bici (una Surly Bikes nrd.).

Sono partito con troppo peso: due borse sulla ruota anteriore, due sulla posteriore, una sul manubrio, e uno zaino sopra al portapacchi. Cosí sono arrivato fino alla Carretera Austral. Dopo trecento chilometri ho abbandonato la maggior parte delle mie cose e ho caricato solo il portapacchi posteriore: due borse impermeabili ai lati e una borsa impermeabile sopra, piú una borsa impermeabile sul manubrio. Ho regalato/buttato/venduto un sacco di cose nonostante facesse sempre piú freddo: ho scoperto che il peso é nemico delle pedalate felici. Ora non carico piú di 25 kg (inclusi cibo e acqua) contro i 40 kg iniziali, senza cibo. 70 litri contro 110.

_dsc2343

La bici si é comportata incredibilmente bene. Anche nel peggior sterrato, nonostante le ruote troppo sottili e la completa assenza di ammortizzazione sono riuscito a fare 60-70 km al giorno. Su strada ho superato molte volte i 200, senza spingermi troppo oltre i miei limiti. Forse non sará molto per un ciclista serio, ma quando sono partito in Brasile a stento superavamo i 50 (su asfalto piano).

Le coperture sono incredibili. Ho forato solo una volta, ed é stato dopo aver trascinato la bici per 20 km sui rovi. Le ho scambiate dopo la carretera austral (quella posteriore era molto piú consumata) ma possono reggere almeno altri 10000 km!

Il manubrio (woodchipper) é molto comodo e mi ha permesso di abbassarmi e spingere sulle peggiori salite andine senza spezzarmi eccessivamente la schiena, di pedalare in piedi per chilometri e chilometri quando la strada era troppo scomoda per sedermi e di mettermi in posizione aerodinamica per spezzare il vento della Patagonia (per fortuna non troppo abbondante in inverno). Ho provato tante altre bici e tanti altri manubri ma nessuno mi ha conquistato tanto quanto il mio!

_dsc2246

Il portapacchi ha retto egregiamente, considerate le vibrazioni anche fortissime che ho sostenuto su alcuni tratti di sterrato. In alcuni punti, sullo sterrato cileno le vibrazioni erano cosí forti che le viti del manubrio si svitavano, dovevo controllarle ogni sera per non cadere! Basti pensare che ho rotto quattro gabbie porta-bottiglia!

Ho cambiato due catene, due set di pastiglie dei freni e un pacco pignoni (mea culpa, ho lasciato la stessa catena su per 4000+ km) e nient’altro.

L’unica nota negativa forse é stato il cambio, ma piú che altro perché non sapevo a cosa andavo incontro: se le marce alte sono state meravigliose sui lunghi chilometri in autostrada, ci sono stati dei momenti in cui avrei voluto avere rapporti molto piú bassi, quando salita, sterrato e vento si sommavano contro di me; molte volte il fango e qualche sassolino si sono incastrati nel deragliatore e ho rischiato di rompere tutto (per fortuna non mi é successo, ma diciamo che sono diventato bravo a montarlo e smontarlo parte per parte).

_dsc2230

Considerata la poca cura che ho avuto della bici (le distanze sono molto ampie qui in Sud America, mi é capitato di dover pedalare per 400 km coperto di fango e con la catena cigolante prima di trovare qualcuno che mi vendesse dell’olio) sono molto molto soddisfatto di come sia ancora in ottima forma e di quanto sia stato facile pedalare cosí tanto. In Europa non potevo fare piú strada di cosí perché la bici era un limite fisico. Qui l’unico limite sono le mie gambe!

Beh niente, volevo ringraziarti perché quando sono capitato nel tuo negozio io di bici ci capivo poco o niente e ne sono uscito con la perfetta compagna di viaggio!

Un abbraccio,

Enrico

viaggio1

Comments.

Currently there are no comments related to this article. You have a special honor to be the first commenter. Thanks!

Leave a Reply.

* Your email address will not be published.
You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>