C’è stato indubbiamente un gran parlare della singola. Avendo appunto un negozio di bici mi capitava spesso di parlare dell’argomento con ciclisti di vario genere, e posso dire che dopo i primi fervori molti iniziarono a rendersi conto col tempo che la singola, così concepita, non era proprio per tutti.

Il range di rapportatura obbligava poi la maggior parte di loro verso la scelta di corone molto piccole, semplicemente per poter affrontare i dislivelli di una normale uscita (parliamo ovviamente di mtb), dando così inizio alla produzione – direi corposa – di corone da 30 e da 28, in sostituzione di quelle da 32 fornite inizialmente, ritenute a questo punto troppo pesanti per gestire i 1500/2000m di dislivello.

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In realtà c’è da dire che, quanto ai dislivelli in questione, non sarebbe corretto parlarne in termini di valore assoluto, nel senso che non sono i 1500 m di dislivello in sè il problema, nè tantomeno la pendenza della salita, quanto piuttosto la fase del percorso in cui bisogna affrontarli. Qualunque ciclista, discretamente allenato, riesce ad affrontare una salita, anche al 20%, con una corona da 32, purchè questa salita la si affronti nei primi 10/15 Km dell’uscita. Cosa ben diversa sarebbe invece farlo dopo il 70°Km: quel tipo di rapportatura, a questo punto, richiederebbe delle energie che ormai non ci sono più, salvo ovviamente che il ciclista non sia un professionista.

La scelta di corone molto piccole comportava inoltre la perdita dell’allungo. Nel caso di ciclisti poco preparati, perdere la fase della discesa, dell’ allungo o del falso piano come momento di cui approfittare per recuperare qualcosina, era senza dubbio un fattore limitante.

A tutto questo, le 12 velocità sono riuscite a dare una valida risposta.

Questo passaggio, a mio avviso, era scontato e inevitabile. Il range proposto con il 12 velocità è ampio, molto ampio – certo non più ampio di quello fornito da produttori aftermarket che hanno offerto pacchi pignoni 11 velocità (9-45 – 9-46) – e la corretta scalatura in 12 rapporti, insieme al 50 come rapporto finale, forniscono quanto è necessario per affrontare qualunque tipo di percorso.

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La corona singola, con il pacco pignoni a 12 velocità, è stata proposta per ora soltanto come top di gamma. Considerati i costi, che attualmente si aggirano intorno ai mille euro se si vuole montare il gruppo completo per canali ufficiali, una simile soluzione diventa accesibile solo a persone che economicamente se lo possono permettere.

Di qui a breve, credo, arriveranno le 12 velocità anche di livelli inferiori, e secondo me diventeranno un po’ la scelta obbligata per tutti, sia per una questione di semplicità di utilizzo, sia perchè è piuttosto svantaggioso avere troppi incroci di rapporti quando, soprattutto in mountainbike, alcuni rapporti sono doppi o comunque molto vicini l’uno all’altro, e quindi tutto sommato superflui.

Secondo me la corsa su strada seguirà la stessa tendenza, tant’è che già alcuni piccoli esperimenti abbiamo iniziato a farli (vedi “Una vera VOLPE – parere di Marco stagni sulla Volpe Special Custom Dr Jekyll”).

Sulla Volpe (Bianchi) abbiamo montato il gruppo 11 velocità-singola e l’abbiamo fatta testare a Marco Stagni, che è un ciclista di una certa esperienza, e la sua risposta è stata decisamente positiva, per cui siamo in grado tranquillamente di dire che, salvo il caso di ciclisti professionisti, di gente cioè che lavora come un computer e che quindi ha delle cadenze, dei range del cuore così specifici da richiedere rapportature molto ravvicinate, per la maggior parte degli utenti amatori medi la scelta della singola con 12 velocità è probabilmente la più sensata che ci possa essere.

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Ci si dovrà certo abituare ad un impatto estetico a cui non siamo ancora abituati: il 50 è grosso e la corona sulla ruota posteriore è indubbiamente vistosa, però credo sia tutta una questione di “farci l’occhio”. Anche le 29″ all’epoca in cui iniziarono a uscire apparivano brutte e sgraziate, ma in tutta sincerità quando oggi vedo una 26″ mi appare altrettanto goffa e grottesca, per cui credo sia solo questione di tempo e molto presto ci abitueremo a viaggiare sulle 12 velocità.

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Quanto ad un eventuale superamento delle 12 velocità, beh credo che si tratti di una strada piuttosto impraticabile. Le misure del carro sono aumentate, siamo arrivati al boost, che già spostano un pochino il piano di lavoro dei pignoni leggermente più all’esterno rispetto a prima. Il problema più limitante resta comunque la linea catena e il fattore Q, e per gli utenti di corporatura media il fattore Q di 166, come fornisce SRAM, o 170 circa, credo sia l’opzione ottimale. Aumentando il numero di rapporti occorrerà per forza spostarsi verso l’esterno, e secondo me già il 13 potrebbe diventare uno scoglio insuperabile.

Poi insomma il range del 12 è già talmente funzionale che anche il 13 secondo me potrebbe essere troppo. Secondo me è il gruppo che potrei dire “definitivo”. Ci saranno sicuramente degli affinamenti sulla scorrevolezza della catena, sulla flessibilità laterale per migliorare la fluidità, però ci siamo, questo è il nuovo standard e fisserà dei punti di riferimento per tutti gli altri produttori.

Maurizio De Zuliani

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